Cos'è il "Tempo per Non-Fare" e a cosa serve - Vivo Come Voglio
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Cos’è il “Tempo per Non-Fare” e a cosa serve

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Cos’è il Tempo per Non-Fare

Il Tempo per Non-Fare è uno spazio di tempo in cui molli tutto, cose da fare, persone da ascoltare e pensieri da pensare e te ne stai in silenzio seduta su una panchina al parco, passeggiando in mezzo alla natura, sdraiata in un prato a guardare le nuvole, sfrittatata sul letto ad occhi chiusi o comodamente accoccolata in poltrona con il gatto o il cane sulle ginocchia.

Non importa se stai ferma o se ti muovi, se stai all’aperto o in casa. L’importante è che tu sia a tuo agio e comoda con te stessa in un luogo dove ciò che accade attorno non ti riguarda e non richiede la tua attenzione così che tu possa lasciare vagare la mente libera.

Non è pensare, non è rimuginare, non è meditare, non serve fare il vuoto dentro.

Il Tempo per Non-Fare è quello in cui permetti che sullo schermo della tua mente immagini, suoni, parole, odori, colori, sensazioni, scorrano in autonomia, collegandosi gli uni alle altre come meglio loro aggrada, senza i tuoi soliti filtri, come quando sogni.

Quando sogni ogni scena che ti si presenta davanti agli occhi, libera dalla mente vigilante che la ferma e la analizza, si trasforma da sé in un’altra e in un’altra ancora in quel fluire assurdo dove la nonna diventa uno pterodattilo e poi un folletto e la stanza in cui è iniziata la scena prima della fine si è trasformata in una tenda e poi una grotta e chissà in cos’altro ancora. Ma nessuna di queste trasformazioni ti stupisce mentre sogni ed è solo dopo, quando al risveglio innesti di nuovo la ratio che ti dici “ma cosa cavolo ho sognato?”

Riuscire a riprodurre questo stato da sveglia, da ferma o in movimento poco importa, è l’essenza del Non-Fare che è anche Non-Pensare-Coscientemente, Non-Ragionare, Non-Fissarti su ogni pensiero, Non-Analizzare ciò che ti arriva e scartarlo perché non è razionale o non ha fondamenti logici.

  • Ti ricordi quando da bambina ti mettevi seduta da qualche parte e lasciavi correre la fantasia proiettandoti in mondi fatati ed inventando storie incredibili da far vivere alle tue bambole?
  • Ti ricordi quando un libro o un film ti prendevano talmente tanto che chiuso il libro o spenta la TV andavi poi avanti per ore e giorni a reimpastare le scene e a far vivere nuove avventure ai protagonisti?
  • Ti ricordi quando da ragazza passavi le ore ad immaginare come avrebbe potuto essere se quel* ragazz* che ti faceva uscire i cuoricini dagli occhi avesse ricambiato i tuoi sentimenti e come sarebbe stato il primo bacio e tutto il resto della vostra vita insieme?

Ecco! Il Tempo per Non-Fare è questo.
   

Come si fa a Non-Fare

Ti metti comoda e tranquilla da qualche parte con un pensiero, una scena, una domanda da cui partire e poi la lasci libera di volare e trasformarsi come vuole.

Dici alla tua mente “ok ragazza per oggi hai già lavorato un sacco e hai fatto un gran bel lavoro di cui ti ringrazio, adesso ti meriti proprio di riposare una mezz’ora mentre io me ne sto qui a fissare il nulla”.

In questo modo la mente, coccolata e lusingata dal tuo apprezzamento per il suo sbatti, si mette tranquilla in un angolo e tu sei libera di seguire i voli pindarici e i salti quantici del tuo pensiero subconscio e irrazionale in un viaggio che ha sempre il suo gran bel Perché.

Tutto questo lo puoi fare standotene comodamente in poltrona o andando a fare una passeggiata, sdraiata sul letto o lasciandoti danzare, in casa o in mezzo alla natura, in un posto dove ci sei solo tu o in un posto dove c’è talmente tanta gente che è come se ci fossi solo tu.

Fantasticare infatti non necessità di silenzio e immobilità. Puoi benissimo staccare da tutto e tutti ed entrare nel tuo mondo fantastico anche mentre passeggi tra le bancarelle di un mercato affollatissimo.

Non ci sono regole fisse, solo due avvertenze importanti:

  1. le prime volte che ti metti a Non-Fare esercitati mentre sei in una situazione sicura e tranquilla, dove non è necessaria la tua attenzione vigile e dove nessuno possa interromperti sul più bello,
  2. non confondere il Non-Fare con il fare il punto della situazione. Se appena ti fermi inizi a pensare a tutto ciò che dovresti fare e a come e in che ordine farlo, questo non è “Tempo per Non-Fare”!

Quanto alla durata e al numero di ripetizioni settimanali… beh sii paziente con te stessa in questo perché per quanto il Non-Fare di per sé sia una pratica semplicissima, quello che per noi Donne del 21mo secolo è difficilissimo è permetterci questo Tempo  e starci davvero Non-Facendo

Fatichiamo e un sacco a concederci del Tempo per Non-Fare perché:

  • non abbiamo davvero chiaro quale sia il valore del non-fare e cosa ci porta fino a che non ne abbiamo sperimentato i benefici
  • e anche a quel punto, l’idea che far niente è sbagliato è talmente radicata in noi, che appena ci mettiamo in panciolle ci sentiamo in colpa

Quindi inizia un po’ per volta. Dieci minuti oggi, dieci domani, dopodomani non ce la fai proprio e pazienza …ma non mollare, perché il tempo per non-fare è prezioso, troppo prezioso per rinunciarvi
   

A cosa ti serve prenderti del Tempo per Non-Fare

  • per stare meglio
  • per vivere meglio
  • per trovare nuove idee
  • per sbrogliare matasse
  • per fare chiarezza
  • per riposare
  • per ricaricare le pile
  • per dare ossigeno al cervello
  • per respirare
  • per liberare la fantasia
  • per ritrovare e riscoprire parti di te
  • per …..

Pretendiamo da noi stesse di essere in costante Fare, crediamo che questo ci nobiliti, che chi più fa più è brava. Ma non è così. Non è il fare, fare, fare che serve.

Quello che ci serve per andare avanti sulla strada che porta al nostro obiettivo, alla realizzazione del nostro sogno, al nostro vivere bene e come vogliamo, è l’Agire.

E Agire è diverso da fare. Agire è compiere quelle poche ma importanti azioni che vanno nella direzione giusta e che ci portano uno o più passi avanti sul nostro cammino.

E le Azioni che ha senso Agire indovina da dove saltano fuori? Esatto! Dal Tempo per Non-Fare.

Non-Fare è prezioso, è importante, è fondamentale, è vitale. Il Tempo per Non-Fare è quello in cui ossigeni le idee e permetti loro di vivere ed emergere.

Ma non solo. Il Tempo per Non-Fare è anche quello in cui, proprio perché sei distaccata dal pensiero razionale e dal borbottio interiore, permetti alle nuove idee ben ossigenate di arrivare fino alla superficie senza impedimenti e presentarsi alla mente cosciente in tutta la loro bellezza, potenza e genialità.
Eureka!

E non è né un concetto nuovo questo, né men che meno di mia invenzione. L’importanza del Tempo per Non-Fare, anche se magari chiamato in modo diverso, è nota da sempre ed è di tale portata che non solo se ne parla praticamente in tutti i libri di “auto-aiuto” e “crescita personale”, ma viene anche abbondantemente applicata dalle “Grandi Menti” di tutti i tempi, frenetici tempi moderni inclusi.

Tra i tanti esempi che vengo portati nei libri a riguardo, quello che mi ha colpito ci racconta di un Magnate dell’industria americana, di cui non ricordo il nome, che era talmente convinto dell’importanza del Tempo per Non-Fare da essersi fatto predisporre una saletta adiacente al suo ufficio arredata solo con una comoda poltrona, una pianta e un tavolino su cui teneva una piccola lampada, un quaderno ed un lapis. Ogni volta che non trovava la risposta a una domanda, la soluzione ad un problema o semplicemente ogni volta che ne sentiva il bisogno, dava istruzioni alla segretaria di non essere disturbato e se ne stava nella stanza a Fare-Niente fino a che arrivava ciò che gli serviva. E subito, prima che qualcosa occorresse a riportare la nebbia, accendeva la luce e si scriveva l’idea, la soluzione, la risposta sul quaderno.

   

E se non mi arriva nulla?

Ora non è che tutte le volte che ti prendi del Tempo per Far-Niente allo scoccare della mezz’ora hai trovato una nuova rivoluzionaria idea per migliorare la vita tua e dell’umanità tutta!

Di certo però ogni volta che ti prendi del Tempo per Non-Fare ti fai un gran regalo perché anche quando sul momento non ti arriva nulla (leggi: non ti è arrivato quello che ti aspettavi arrivasse, perché qualcosa arriva sempre anche se all’inizio non sempre lo vediamo!) hai comunque riposato e staccato.

E davvero oggi abbiamo un enorme bisogno anche solo di questo, di momenti di pausa per permettere a corpo e mente di recuperare le energie, l’attenzione e la concentrazione.

E di certo, più Non-Fai e più diventa facile stare nel Non-Fare e quando prenderti questo Tempo diverrà una piacevole e sana abitudine e quando riuscirai a starci senza sentirti in colpa, allora le idee e le soluzioni inizieranno ad arrivare e lo faranno con un tale impeto che dopo la mezz’ora di Non-Fare ti servirà un’altra mezzora per scriverti tutto quello che hai visto, sentito, percepito, intuito.

E scrivi. Scrivi sempre. Perché le idee geniali e le intuizioni sono delle fatine permalose, se non dai loro subito l’attenzione che meritano scompaiono in un puff.

 

 

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