Il "solito giro" e il Tuo Posto nel mondo - Vivo Come Voglio
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Il “solito giro” e il Tuo Posto nel mondo

Ogni giro può essere “sempre lo stesso giro” o “sempre un nuovo giro”. E questo lo decidi tu.
Non importa dove cammini né quante volte percorri la stessa strada. Importa solo come stai mentre cammini, dov’è la tua mente, dov’è il tuo cuore, dov’è la tua anima.
Puoi fare cento volte lo stesso percorso e viverlo sempre come fosse la prima volta o farlo una volta sola ed esserne già annoiata. Dipende tutto da te e da come vuoi che sia

 

Così raccontavo in un articolo di quasi un anno fa e che puoi leggere QUI

Ma c’era un MA alla fine di quell’articolo, un MA che nel tempo si è fatto più consistente fino a portarmi qui, ora, con la seconda puntata.

Ogni “solito giro” può essere sempre nuovo se glielo permetti e te lo permetti. Lo sentivo vero allora e lo sento vero tutt’ora. Sono io che rendo la mia giornata grigia o colorata, sono io che faccio la differenza.

Ma proprio perchè dipende tutto da me, per riuscire a rendere il “solito giro” sempre nuovo e diverso serve che io sia Viva.

E per essere Viva e mantenermi tale è importante che io abbia attorno a me ciò che mi rende e mantiene Viva.

Te la ricordi Heidi? La bimbetta con le guaonciotte rosse, talmente rosse che neanche la mia vecchia zia quando metteva il belletto le aveva così.  Ti ricordi di come correva a piedi nudi su e giù per i prati tra i suoi monti tutta felice e contenta? Ti ricordi la sua energia e gioia talmente contagiose da rianimare sia Peter che il vecchio Nonno orso?

E ti ricordi cos’è successo quando poi l’hanno mandata a vivere in città con Clara e la signorina Rottermeier?
Saresti un pesciolino che dall’acqua se ne va, un uccellino in gabbia che di noia morirà” recitava la canzone della sigla.

 

Come un uccellino in gabbia

Sono nata e cresciuta a Milano, anzi, in realtà sono nata e cresciuta in una Zona di Milano. Ero Sì nella Grande Città ma la mia vita si svolgeva al 90% “in Zona”, una specie di grosso paese di quelli dove hai un po’ tutto e da cui non ti serve uscire, se non di tanto in tanto per fare qualcosa di diverso. Casa, famiglia, compagni di giochi, scuole, amici, posto di lavoro, cinema, negozi e persino un parco pubblico era tutto lì a 10-15 minuti di bicicletta.

In un contesto così trovarsi a “ripetere ogni giorno gli stessi percorsi” è un attimo.

Ma certa abitudinarietà mi stava stretta già dagli anni del liceo di liceo e così già da allora ho sempre fatto del mio meglio per evitare di fare sempre la stessa strada. Ok per andare da casa a scuola prima e al lavoro poi non è che ci fossero 20 diverse strade, ma vivendo in bicicletta avevo più spazio di manovra rispetto all’andare in tram o in macchina, così alle volte bastava cambiare anche solo una svolta per trovarmi davanti qualcosa di inatteso, una prospettiva diversa, uno scorcio mai notato prima, un’enorme e brillantissima luna che sorge tra due palazzi d’altri tempi…

Questo esercizio di cambiare spesso se non sempre strada mi è stato utilissimo più avanti nel tempo quando la città ha cominciato a diventare sempre più larga ed affollata e, nel contempo, per me vuota e soffocante.

E ancora più utile si è rivelato quando ha smesso di funzionare.

Per quanto cercassi di cambiare almeno un po’ il percorso ogni volta che andavo in uno stesso posto ed ogni volta che uscivo per la passeggiata con Joy, trovare qualcosa di bello, piacevole, nuovo, stimolante diventava sempre più difficile e faticoso e alla fine le uniche cose che notavo erano negative: sporco, rumore, maleducazione, tombino sporgente, puzza, degrado, buca, inciviltà, clacson, clacson, motoretta rompi timpani, urlatori seriali, sporcizia, graffiti, vetro rotto, clacson, clacson, clacson…

Il borbottio interiore era diventato incessante ed era accompagnato sempre più spesso anche da quello esteriore. La colpa era della città che era sempre meno vivibile, sempre più sporca, e i servizi che non funzionano e i mezzi che son sempre in ritardo e il parcheggio che manco a pagarlo…

Eppure, poco più in là, un’amica di allora che viveva nella stessa zona e conduceva una vita simile alla mia del bello in giro continuava a vederlo e anche a fotografarlo e diffonderlo in rete. Cos’era successo dunque?

 

Quando il solito giro è sempre il solito triste giro

Era successo che con lo scorrere degli anni in quel paese dentro la città continuava Sì ad esserci di tutto, ma in quel tutto mancava ciò che per me era davvero importante, ciò che mi chiamava davvero.

La città era cambiata e molto rispetto a quando ero alle superiori certo, ma soprattutto ero cambiata io.

I periodi passati tra i colli piacentini e bolognesi mi avevano mostrato qualcosa di importante e quelle che a vent’anni erano state vaghe sensazioni attribuite allo straniamento di quando torni in città dopo settimane di alta montagna, raggiunti i 40 di anni, erano diventate certezze: la città non era il Mio Posto e quella che vi stavo vivendo non era la Mia Vita.

Un sacco di tempo 20 anni per accorgersi che sei nel posto per te sbagliato, e per me altri ancora ce ne sono voluti prima di riuscire ad andarmene, ma questa è un ‘altra storia.

 

Vivi la Tua Vita e vivila nel Tuo Posto

Non importa quante volte fai il solito giro, quello che importa è se quando fai il solito giro sei nel Tuo Posto oppure no, se sei nella Tua Vita oppure no.

Quando il posto dove vivi il Tuo Posto e la vita in cui vivi è la Tua Vita fare il solito giro è sempre e comunque bello e appagante.

Quando il posto dove vivi non è il Tuo Posto e la vita in cui vivi non è la Tua Vita non c’è artificio che tenga e l’unica vera soluzione per tornare a stare bene ed accorgerti della bellezza che ti circonda è “Vai Via da Lì”.

Puoi vivere nel posto più fantastico e meraviglioso del mondo ma se non è il Tuo Posto, per quanto ti sforzi di guardare il bello e il positivo, starai sempre male.

Se nella tua natura c’è il mare puoi ben apprezzare le Dolomiti, ma vivendo ai loro piedi ti sentirai sempre al buio. E se nella tua natura c’è la montagna per quanto tu possa apprezzare il mare non passerà molto prima che questo inizi ad incupirti.

Saper vedere il bello e riuscire a render sempre nuovo lo stesso giro ti aiuterà a sopravvivere in quel posto non Tuo, ma sopravvivere non è Vivere e alla lunga uccide.

 

 

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