Piuttosto che piuttosto è meglio niente - Vivo Come Voglio
piutost che nient, l'è mej più toast!
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Piuttosto che piuttosto è meglio niente

meglio niente

Piutost che nient l’è mej piutost” ovvero “piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Così recita un detto milanese.

Un detto popolare che può essere inteso in due modi: uno costruttivo e uno distruttivo.

Nel precedente articolo che trovi QUI  ti ho raccontato il valore positivo dell’accontentarsi: godo di ciò che ho e lo sfrutto al meglio per procedere verso la mia meta.

Oggi invece ti racconto come questo accontentarsi possa rivelarsi distruttivo.

Accade quando l’accontentarmi è un farmi andar bene ciò che ho solo per il fatto che ce l’ho e pazienza se mi tiene incatenata ad una vita/situazione che non voglio e mi lascia lontano anni luce da ciò che davvero voglio.

 

Quando Accontentarsi è distruttivo

Ci sono a mio avviso tutta una serie di situazioni in cui “piuttosto che piuttosto è meglio niente“!

Sono quelle situazioni di vita in cui se ti accontenti ti stai solo accontentando e in genere lo fai per paura di cambiare e di fare quel passo che ti serve per andare oltre, per andare verso ciò che vuoi davvero.

Succede quando ti lasci influenzare da tutte quelle credenze altrui che nel tempo hai fatto tue e che parlano di rischio, di “e se perdi tutto”, di “sono pochi quelli che ce la fanno”, di “ma chi ti credi di essere”, di “tutti gli altri fanno così e cosà…”

Succede quando non hai il coraggio di mettere te stessa e i tuoi sogni davanti a tutto, quando ti fai andar bene situazioni che ti stanno strette solo per non urtare la sensibilità altrui, come se tu fossi meno importante di chi hai attorno e i loro voglio fossero più importanti dei tuoi.

E allora te ne resti lì in quello spazio/tempo in cui non stai affatto bene ma che è comunque qualcosa e ti fai girare in testa il ritornello “sono fortunata che ho questo, pensa a tutti quelli che non ce l’hanno

E ti convinci che piuttosto che essere senza lavoro è meglio uno schifo lavoro, piuttosto che essere senza casa è meglio il tuo monolocale vista gabinetto della casa di fronte, piuttosto che essere single è meglio un partner con cui a tra poco e nulla in comune, piuttosto che non aver soldi è meglio portare a casa quei 4 euro racimolati lavorando 6 volte il tempo che dovrebbe essere necessario… e aggiungi pure tu la situazione in cui ti stai accontentando.

Ecco queste sono tutte situazioni in cui dico “Piuttosto che piuttosto è meglio niente”

 

Piuttosto che piuttosto è meglio niente

Il niente è molto meglio del piuttosto perché è appena smetti di aggrapparti a quel piuttosto che fai i veri passi sul tuo cammino, quelli che ti portano a ciò che vuoi davvero.

Nonostante io mi percepisca come una persona statica, mi è invece successo diverse volte nella vita di non accontentarmi del “piuttosto” e di fare il mio bel salto nel vuoto per andare verso quello che volevo. Ma è stato solo in un tempo piuttosto recente che mi sono resa conto di come questo detto “piutost che nient le mej piutost”, pronunciato fin troppo spesso da certe persone che avevo attorno, mi stesse entrando dentro e mi stesse prosciugando.

Allora lavoravo dando lezioni di computer e facendo assistenza presso alcuni studi ed era un momento di magra, di quelli dove ogni spiccio fa comodo, al punto che mi trovavo spesso nella situazione di accettare clienti “fuori target”, perché: piuttosto che niente…

Ed è stato proprio dopo una giornata da uno di questi clienti che mi sono resa conto di come quel cavolo di modo di pensare mi stesse rovinando la vita e che “niente” sarebbe stato di gran lunga preferibile a “piuttosto”.

 

Di uno scomodo ma illuminante viaggio in tram

Me lo ricordo come fosse ieri.

Tornavo a casa dopo 4 ore di assistenza da un cliente del tipo “meglio perderlo che trovarlo”. Era un personaggio da fumetto quasi, di quelli che ce l’hanno sempre con tutto e tutti e che emanano un’energia tanto pesante che persino il suo studio era impregnato di pessimismo e fastidio. Quel tipo di cliente da cui vai solo perché ti paga ma che in realtà, se guardi bene e metti tutto insieme, dovrebbe pagarti almeno il triplo e forse non basterebbe.

Quel giorno Mr Simpatia, incazzato col mondo intero più del solito, era stato particolarmente pesante e ora di sera ero stanchissima ed imbruttita. Pioveva a dirotto, le macchine passavano senza minimamente preoccuparsi di rallentare nonostante le mega pozzanghere, così sono arrivata alla fermata del tram con i pantaloni inzuppati fino al ginocchio e il tram era come al solito in mega ritardo e pieno come un uovo e io avevo davanti almeno un’ora di viaggio in piedi, tra spintoni, zainate, ombrelli sgocciolanti, odor di umido e puzze di varia umanità…

Ed è stato durante quel rientro assurdo e tuttavia simile a molti altri, che ho visto come un bel “niente” sarebbe stato di gran lunga preferibile a quel “piuttosto” in cui stavo vivendo.

Stavo vivendo in un piuttosto che mi stava succhiando energia e tempo dandomi in cambio solo briciole. Un piuttosto che mi stava tenendo ferma in una situazione che non era ciò che volevo. Un piuttosto che, sommato ad altri piuttosto presenti in quel periodo, mi stava tenendo incatenata ad una vita ben diversa da quella che sognavo. Un piuttosto che mi stava impedendo di fare quel salto che porta altrove e che il “niente” invece mi avrebbe costretto a fare.

 

Il niente che crea

Dopo quella presa di coscienza non è successo granché, non a prima vista almeno.

In realtà l’idea che un Niente Stimolante sarebbe stato preferibile a quel Piuttosto Schiacciante ha continuato a ronzarmi in testa abbastanza da metter radici e materializzarsi creando una catena di eventi che mi hanno portato ad un tempo molto difficile (il Niente) che mi ha permesso di uscire dalla stasi in cui ero e decidermi a saltare.

Ed eccomi qua, in una vita completamente nuova rispetto ad allora e con una consapevolezza in più: saper distinguere quando è meglio Piuttosto e quando è meglio Niente.

 

Morale della favola

Non sempre chi si accontenta gode.

Molte volte chi si accontenta si sta solo accontentando e quando è così meglio accorgersene presto e cambiare strada prima di ritrovarsi in una vita aliena… o no?

 

Stretta la foglia larga la via …di la tua, che ho detto la mia! 😉

 

 

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