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Quanto costa non dormire?

Te lo dico subito così poi leggi il resto dell’articolo senza affanno!

A me, oggi, la stanchezza da “dormito poco” è costata ben 90 minuti di vita! Novanta minuti in cui ho freneticamente lavorato su un filmato che …era già pronto!

Gli “esperti” ce lo dicono in continuazione: non si può lavorare e basta bisogna anche riposare, staccare e soprattutto dormire.

Gli studi sull’importanza del sonno per la buona qualità della vita, come quelli che tendono a dimostrare quali pazzeschi danni provochi al nostro organismo il “tirar troppo la corda”, si contano a centinaia e qualunque libro in cui si parla dell’importanza del dormire te ne citerà almeno una decina

Questa settimana sto leggendo “Non si può lavorare così!”, un libro di Tony Shwartz, in cui l’autore parla del come e del perché tutta una serie di fattori da noi bellamente e troppo spesso trascurati, influiscano in modo assolutamente negativo sulla nostra resa professionale.

Ed in particolare, giusto l’altro ieri, mi sono gustata il capitolo sul sonno e su come il non dormire o il non dormire abbastanza influiscano sulla capacità di concentrazione, di attenzione e sul modo in cui reagiamo agli stimoli circostanti, aumentando di gran lunga la quantità di errori che commettiamo quando non siamo sufficientemente riposati.

E questa mattina ho avuto modo di sperimentare questi effetti su di me!

Ieri, tra caldo e lavoro, è stata una giornata piuttosto stancante culminata in una serata piacevole ma terminata un po’ troppo tardi. Fuori a cena per un compleanno, abbiamo iniziato a mangiare che erano quasi le dieci. Aggiungici spumante e torta passate le undici …e poi tra ultime chiacchiere, saluti, tempo di rientro, giro con il cane, prepararsi a dormire …ora che ho spento la luce era quasi l’una e mezza.

 

90 minuti sprecati!

Stamattina accendo il computer e mi metto di buona lena a lavorare al montaggio di un videocorso.

Sono una Computer Trainer, mi occupo di insegnare alle persone ad usare il computer con corsi individuali e mirati. Lo faccio “dal vivo” e da qualche tempo lo faccio anche online attraverso Cosi in Video. Alle volte ho abbastanza energia e giorni liberi di fila da riuscire a registrare e montare un corso tutto di fila. Altre volte no! Così alle volte mi trovo a montare dei corsi registrati magari anche due mesi prima.

Stamattina mi sono messa a lavorare su uno di questi video e, beh! che dire, sin dai primi 5 minuti ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato in quello che stavo facendo. Ma l’ho ignorata e sono andata avanti.

Nel corso del lavoro la sensazione che qualcosa non quadrasse permaneva e veniva rafforzata via via da alcuni evidenti segnali tipo “che strano, quel file che ho visto ieri adesso non c’è!“, “che strano, ero convinta di averci lavorato di più a questo video“, “che strano, ho la sensazione di aver già scritto questo commento“…

E questa cosa va avanti fino a che arrivo ad un punto del video in cui trovo una certezza: “C’è qualcosa che non va! Questa operazione sono sicurissima di averla già fatta! Devo aver sbagliato qualcosa nel caricare il video da lavorare….”

E sai a questo punto qual’è il primo pensiero che mi viene?! Ovviamente il più “tragico”, ovvero:
“vuoi vedere che ho sbagliato un salvataggio e ho sovrascritto il vecchio filmato grezzo su quello già lavorato, anziché fare il contrario?!”

La buona notizia è che tutte le letture ed i lavori di auto-aiuto che faccio cominciano a dare i loro frutti. Così non mi sono lasciata prendere dal panico e dai pensieri neri. Ho fatto 5 minuti di pausa e poi dopo una bella serie di respiri e di pensieri positivi, ho controllato con calma il disco, per scoprire che:

  1. No! La situazione non era “tragica”, ovvero non avevo sovrascritto il video già quasi completamente lavorato (ffiuh!) e
  2. Sì! Era da 90 minuti (un’intera sessione di lavoro) che mi davo da fare a sistemare un video che avevo già sistemato due mesi fa!

Il potere della stanchezza

Dunque cos’è successo esattamente?!

E’ successo che per la bellezza di 90 minuti ho avuto sotto gli occhi una serie di elementi che mi dicevano chiaramente “Guarda che stai facendo un lavoro che è già fatto” ma io, evidentemente molto più stanca di quanto mi stessi raccontando, non li vedevo!

Se fossi stata lucida e riposata già al primo campanello mi sarei fermata per verificare. Se fossi stata riposata e quindi lucida, mi sarebbe venuto in mente che quel video l’avevo già più volte inserito nelle mie liste di “cose da fare” con l’etichetta “sistemare intro e finale” e non con l’etichetta “da montare”.

Ma non ero riposata e quindi non ero lucida e visto che lavoro come libera professionista non posso neanche consolarmi con il vecchio detto milanese: “fa e disfà l’è tutc un laurà”! (fare e disfare è tutto lavorare).

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