Lasciarsi danzare: la vera Danza dell’Anima - Vivo Come Voglio
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Lasciarsi danzare: la vera Danza dell’Anima

lasciarsi danzare

Staccare completamente la mente e lasciarsi danzare non è una di quelle cose che viene subito spontanea, specie a noi donne moderne, sempre prese da 235 cose da fare/pensare/risolvere tutte insieme e possibilmente per ieri.

Non ci viene spontaneo nemmeno danzare in vero figurarsi farlo senza pensare e senza giudicarci.

All’inizio quello che facciamo è usare la danza per dar sfogo a tensione o rabbia, per lasciar esplodere una gioia incontenibile, per caricarci di energia o scaricare l’energia in eccesso.

Ed è fantastico e va benissimo perché già questo è uno splendido aiuto che ci possiamo dare, un gesto d’amore verso noi stesse di grande potenza.

In questa fase, quando riusciamo a lasciarci prendere dalla musica, non è ancora la mente quella a cui stacchiamo la spina. Ci sembra sia così perché siamo coinvolte dalla musica abbastanza da non pensare alla lista della spesa e alle altre 234 incombenze. Ed è già un successo questo! Ma quello che abbiamo spento è solo il pensiero cosciente, quello concentrato sulle cose da fare, quello che fa la lista della spesa.

La mente è ancora attiva e se andiamo avanti a danzare oltre quei 5-10 minuti in cui si concede di riposare, ecco che Vocina Rompina, il Guastafeste interiore, arriva tosto a farsi sentire con frasi tipo “ma che cavolo stai facendo? Non hai niente di meglio e di più utile da fare che star qui a perder tempo così? Che poi non sei nemmeno capace! Non vedi che non tieni nemmeno il ritmo? Lasciarti danzare, ma per piacere!! E se adesso entra qualcuno e ti vede?” e alla via così, che Vocina Rompina a rompere e farci sentire una cacca è un’artista.

Riuscire a danzare senza sentire dentro la voce della nostra ipercritica giudice interiore è la seconda fase ed è un altro grande passo, quindi applaudiamoci ogni volta che ci accade e facciamo festa e godiamoci quel momento.

Ma questo non è ancora l’anima che danza.

 

Lasciarsi danzare o “dell’Anima che danza”

Lasciarsi danzare significa che nessuna parte del corpo è governata dalla mente, dall’intenzionalità.

Lasciarsi danzare significa che le mie braccia si muovono in modo completamente indipendente dalla mia volontà. Sono loro che sentono i piano e i forte, che sentono il ritmo che cresce o decresce, che sentono il prossimo accordo prima che sia suonato, che continuano a muoversi sino a che la vibrazione dell’ultima nota è ancora nell’aria.

Iniziano le braccia insieme alle mani, mentre i piedi tengono il ritmo e poi un po’ alla volta tutto il corpo le segue. Il corpo tutto si fonde con la musica e quando questo accade l’anima si accende e si connette con La Fonte, con il Tutto, con il Divino comunque ti piaccia chiamarlo.

Ci accorgiamo che sta accadendo quando vediamo la nostra mano destra arrivare da chissà dove e la sinistra …dov’è andata la mano sinistra?

Ci accorgiamo che sta accadendo quando mani e braccia stanno facendo una danza tutta loro, come fossero due entità separate da noi.

Ci accorgiamo che sta succedendo perché mentre vortichiamo per la stanza non urtiamo alcunché. Arriviamo vicinissime a muri, mobili, alle altre se siamo in compagnia, ma non andiamo mai a sbattere, non inciampiamo, non cadiamo e quando sembra che stia per accadere all’ultimo istante il corpo scarta l’ostacolo o si rimette in equilibrio. Noi non vediamo ma lui, quando siamo connesse, vede per noi.

Ci accorgiamo che sta succedendo perché stiamo danzando e nel contempo riusciamo a vederci danzare come fossimo due, una che fa e una che osserva da fuori.

Ci accorgiamo che sta succedendo perché ci sentiamo come avessimo 4 anni e insieme 40 e insieme 4 secoli o millenni. Ci sentiamo come se esistessimo da sempre e per sempre. Presenti in ogni istante del tempo.

Ci accorgiamo che è successo quando d’improvviso torniamo alla realtà e non sappiamo da quanto stiamo ballando né quante musiche siano suonate da che abbiamo iniziato né come siamo passate da una all’altra.

Ci accorgiamo che è successo perché d’improvviso apriamo gli occhi e ci stupiamo di essere nella nostra stanza mentre fino ad un attimo prima eravamo da tutt’altra parte, come quando da ragazze riuscivamo ad entrare talmente tanto nel libro che stavamo leggendo da vivere come uno shock il tornare alla realtà.

È una sensazione talmente particolare quella che ci pervade quando attraverso la danza entriamo nel Tutto che davvero fatico a trovare le parole per descriverla.

È come se una parte di noi si espandesse oltre il corpo fino a riempire l’intera stanza. Luce nella luce, Energia nell’energia. L’udito è più sottile ma ascolta soprattutto dentro anziché fuori noi. Gli occhi sono chiusi o fissano il vuoto e così facendo Vedono come non sappiamo siano capaci di fare. Siamo nella stanza e nel contempo siamo altrove, in un’altra terra, in un altro universo. Siamo nel qui ed ora ed insieme siamo fuori dal tempo.

Allora, chi ci guardasse da fuori con occhi che sanno vedere, ci vedrebbe illuminate da dentro da una luce che non ha eguali, capace di illuminare l’intorno. Vedrebbe l’energia che ci crea espandersi a creare un corpo oltre il nostro corpo così grande che non lo sappiamo immaginare. Vedrebbe i nostri sensi espandersi sino a toccare ogni angolo della stanza, ogni persona presente e poi espandersi oltre la stanza a unirsi con il Tutto.

Allora chi ci guardasse da fuori con occhi che sanno vedere, ci vedrebbe come davvero siamo: creature di luce e immenso potere che danzando creano nuovi mondi e splendide realtà.

 

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