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La voglia di piangere e la scrittura

scrivere e voglia di piangere


“Scrivi della dualità – dice – quando dentro te inizia la lotta mettiti a scrivere.”

Ma come si fa a scrivere quando hai solo voglia di piangere?

Piangere e scrivere sono due cose incompatibili. Se scrivi con carta e penna la carta si bagna e dopo un attimo inizia ad espandere l’inchiostro rendendo illeggibile parole che già leggibili non lo erano perché, tra gli occhi velati e lo sconforto che cresce, la grafia diventa via via sempre più simile a scarabocchi che a parole. E se invece scrivi a computer si bagnano i tasti e diventano scivolosi e con gli occhi arrossati lo schermo diventa fastidioso da guardare.

Eppure, scrivere è una delle migliori medicine che si possano prendere quando il pensiero ho solo voglia di piangere cresce e invade mente, spirito e corpo.

Scrivere non serve a non piangere. Piangere è una buona cosa, fa bene al corpo, alla mente e allo spirito e non ce la dovremmo mai negare quando ne sentiamo il bisogno.

Scrivere serve a prendere quel ho solo voglia di piangere e a far sì che si sfoghi nel pianto o venga sublimato in altro.

Perché una cosa è piangere e altro è aver solo voglia di piangere che significa essere in uno di quegli stati umorali che annientano la forza di volontà, questa capacità tanto decantata quanto spesso inutile.

Piangere è un agire che dura un tempo preciso, 5 minuti, mezzora o a ripetizione per mezza giornata che sia, poco importa. Per quanto possa durare, piangere inizia e finisce. Allora tiri un paio di sospironi, ti alzi, butti i 23 fazzolettini di carta, ti sciacqui la faccia con un po’ di acqua fresca e riparti.

La voglia di piangere, invece, è uno stato dell’essere che se non trovi il modo di sfogarla o trasformarla ti fotte la giornata o anche le giornate (plurale)

Aver solo voglia di piangere significa essere in quello stato in cui in testa ti frulla a ripetizione un ritornello sullo stile “me misera, me tapina” composto dal meglio del meglio del tuo borbottio succhia energia. Tutte quelle attorno a te ti sembrano più brave, più grandi, più toste, più determinate, più fighe, più di successo, più che sanno e sanno fare e riescono a fare e tu invece sei lì che hai solo voglia di piangere.

La verità è che nulla ti impedisce di uscire da quello stato e lo sai bene e il saperlo però non ti aiuta, anzi, paradossalmente, rende la faccenda ancor più triste e cupa perché “tutte le altre” a quest’ora avrebbero già fatto e disfatto e tu invece non riesci nemmeno a mettere in pratica quelle due tecniche che hai imparato ed ecco che in un attimo aumenta la voglia di piangere.

“Quando dentro te inizia la lotta – dice – mettiti a scrivere.”

Quando dentro di te sale quel ho solo voglia di piangere – dico – mettiti a scrivere e ne trarrai una grande beneficio.

All’inizio sembra solo tempo perso nel tempo perso, una sorta di presa in giro: ho solo voglia di piangere di cosa diavolo dovrei scrivere e perché poi?!

Ecco, inizia pure così, con questa domanda e poi continua scrivendo qualunque cosa ti passi per la testa in quel momento:

“ho solo voglia di piangere cosa diavolo dovrei scrivere e perché poi? A cosa dovrebbe servirmi scrivere? Come cavolo fai a pensare che dovrebbe farmi stare meglio che più scrivo e più mi viene voglia di piangere e adesso sto anche iniziando a piangere e si sta bagnando la pagina e non si capisce più niente di quello che scrivo perché ho la mano troppo nervosa e vorrei prendere a pugni qualcuno o qualcosa altro che scrivere…”

Quando hai solo voglia di piangere prendi carta e penna e scrivi e qualcosa accade sempre ed è quello che ti serve che accada in quel momento per poi poter stare meglio.

Magari dopo poche righe inizi proprio a piangere e va bene così.

Magari inizi a scrivere incidendo il foglio tanta è la rabbia che quella voglia di piangere nasconde e allora sai che ti serve qualcosa per sfogarla questa rabbia, come una Danza Scarica Rabbia, o qualunque altra cosa simile tu conosca.

Magari man mano che scrivi e ti sfoghi scopri che ti stai calmando e ricaricando.

Magari il tuo scrivere parte da frasi sconnesse che messe nero su bianco trovano via via senso e direzione e ti mostrano da dove arriva questo aver solo voglia di piangere cosa lo crea e come risolverlo.

Magari quel “come cavolo si fa a scrivere quando hai solo voglia di piangere” diventa l’inizio del tuo prossimo articolo o un capitolo del tuo nuovo libro …chi può dirlo?! ?

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