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Benedetto sia il Meraviglioso Dolce Far Niente

Dolce Fare-Niente

E’ tornata, è di nuovo qui insieme a me!

Pensavo di averla persa, pensavo mi evitasse.

Dicevo è colpa del caldo, della stanchezza, dei continui sbalzi di pressione che mi creano quella sensazione di nebbia mista a vertigine dietro agli occhi. Ma dentro di me c’era la segreta paura di averla in qualche modo offesa e che per questo se ne fosse andata via per tornare più.

E invece ieri, d’improvviso, mentre facevo nulla e pensavo a niente, con passo lieve mi è arrivata alle spalle e senza farsi notare ha iniziato ad alitarmi dolcemente sul collo, finché quel brivido prodotto dal suo sussurrare è sceso dalla nuca fino alle dita che con un misto di emozione e trepidazione hanno iniziato a sfiorare i tasti della tastiera. Uno alla volta con calma, senza fretta, per riprendere il ritmo e poi via via sempre più veloci per non perdere il ritmo delle parole che incalzano formando frasi e pensieri.

Ben tornata preziosa amica mia Ispirazione, dama volubile che i poeti d’ogni tempo cantano e che sempre di perdere disperano.

Ti ho cercato per ogni dove in questi mesi senza mai trovarti, ti ho rincorso senza mai riuscire ad acchiapparti, mi sono messa in attesa per farti un’imboscata ma tu te ne sei sempre accorta lasciandomi con un palmo di naso.

E così è perché “non è nel vento di tempesta che mi troverai ma nella brezza leggera“.

Non nel mare burrascoso del bisogno di scrivere, dell’ansia di produrre, della foga di rispettare i tempi e i programmi è La Voce che sussurra ciò che serve per creare, ma nel placido lago del Non-Fare.

Essere capaci di Non-Fare, destreggiarsi nel Fare Niente è quanto di più prezioso ci sia per Ritrovarsi e trovandosi trovare lo spirito, la forza, l’energia, il coraggio, la voglia e il volere.

Fare Niente, ma proprio Niente. Stare per ore sdraiate in un prato a guardare le nuvole, sedute su una panchina a seguire il profilo dei monti, sul bagnasciuga a guardare l’orizzonte con i piedi che giocano con le onde del mare, comodamente distese sul letto o sul divano con gli occhi chiusi mentre la mente vaga fantasticando, come quando eravamo bambine.

Fare Niente è un dono prezioso che ci è stato fatto all’ingresso in questo mondo e di cui abbiamo disimparato a godere. E di cui ci siamo dimenticate il valore.

Perchè?! Perchè quando sei adulta e te ne stai lì a fare niente la gente ti guarda, ti addita, ti critica, ti giudica. Oppure perchè tu pensi che tutto ciò accada e anche se nessuno si è accorto che stavi facendo niente ti si è destata la solita fastidiosa vocina interiore che dice “Ecco, è mezzora che sei li a far niente! Come diavolo speri di riuscire a combinare qualcosa nella vita se continui così?! Alza quel c*lo flaccido dalla sedia e datti da fare, muoviti, agisci, corri, rincorri e se proprio non sai cosa fare inventati qualcosa per far vedere che fai così non penseranno male di te!

Non ascoltarle quelle voci. Sono le voci dell’Invidia di chi non è più o non è mai stata capace di abbandonarsi per un po’ a quella magnifica Noia che sembra Vuota solo a chi non sa guardare.

Sono le voci di chi si è lasciata vincere dalla frenesia del Fare-ad-ogni-costo, incatenare dai mille Devo di cose non sue ma che a farle poi si sente importante e speciale e ben guardata.

Sono le voci di chi tra un Devo e l’altro ha smarrito la Gioia dello starsene un’ora in panciolle a fantasticare di draghi e folletti e supereroesse. Di chi smarrendo la Gioia del Niente ha dimenticato il potere e l’energia e la forza che dal Far-Niente deriva e così facendo ha nel contempo smarrito sé stessa.

 

Amo Fare-Niente.

Quel non-fare voluto e consapevole, quel non-fare quotidiano, quel tempo-solo-per-me in cui me ne resto lì ad occhi aperti o chiusi a lasciar vagare libero il pensiero finché si trasforma in una narratrice di storie che nulla sembrano avere a che fare con la realtà.

Amo Fare-Niente, conosco il suo potere, so quanto mi faccia bene e come sia proprio in quelle ore di nulla che prende forma il tutto.

Eppure anch’io, bombardata dalle voci che urlano “fare fare fare fare…” molte troppe volte non me lo concedo.

E quelli sono i Periodi Bui. Momenti del cammino in cui arranco affannosamente per un’erta via che sembra non aver fine senza che nulla arrivi a dare conforto, senza che nulla di bello o prezioso accada. Poi un giorno, dopo l’ennesimo tratto in salita, ormai quasi esausta, mi fermo su un sasso a lato della strada e resto lì, a guardare il nulla, a non-fare, a lasciarmi coccolare dal dolce abbraccio di Madama-Noia che, come dice Chiara Gamberale, “ha l’alito che profuma di ciclamini“.

Mi perdo di nuovo nel Niente e lì mi ritrovo. Ritrovo Vita. Ritrovo Energia. Ritrovo il Ricordo di Me, di ciò che sono, di ciò sento, di ciò che so e so fare.

A volte basta un’ora. A volte ne servono 3 o 4. A volte ci vuole una settimana intera di Non-Fare prima che la Voce dell’Ispirazione torni a farsi sentire.

Ma che meraviglia e che gioia e che emozione quando poi tutto scorre più facile e semplice che mai. Che meraviglia e che gioia e che emozione quando le dita tornano a muoversi di nuovo agili e allegre sulla tastiera e gli articoli si scrivono da soli. Che meraviglia e che gioia e che emozione quando il groviglio di pensieri che si era formato nel troppo fare nel non-fare si scioglie e le domande trovano risposta e le idee nascono nuove.

E mentre tutto questo accade è forse un caso se il libro che mi è “saltato in braccio” da uno scaffale della biblioteca quasi 10 giorni fa e che solo ieri ho iniziato a leggere racconta la storia di una Principessina che si chiama “Qualcosa di Troppo” e del suo strano nuovo amico il “Cavalier Niente”?

S’intitola “Qualcosa“, lo ha scritto Chiara Gamberale e credo sia una delle cose più belle che mi sia capitato di leggere negli ultimi tanti mesi. E’ scritto e illustrato come fosse una storia per bambini ma quante preziose cose ha da dire agli adulti e soprattutto allE adultE.

E poi se ci pensi, è normale che sia così, perchè sono proprio quei racconti che gli adulti grigi che hanno perso i loro sogni etichettano come “storielle per bambini” che racchiudono le più vere e antiche verità, la saggezza dei popoli perduti, l’anima del mondo e di Tutto Ciò Che E’, Era e Sarà.

 

PS – Se ti va di farti un regalo, e se non l’hai ancora letto, puoi trovare Qualcosa di Chiara Gamberale cliccando QUI – io l’ho trovato davvero meraviglioso!

 

 

 

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