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Un puzzle per connettersi e meditare

puzzle

Che cosa significa per te meditare?

Credi che per meditare serva chiudersi in una stanza buia ed insonorizzata?

E se ti dicessi che puoi meditare mentre svolgi il tuo hobby preferito?

 

Amo i fare i puzzle. In casa ne ho diversi, fatti e rifatti più volte, perché vederli appesi non mi interessa, mi piace proprio il fatto di comporli.

Mi piace la sfida che portano con sé, specie quando sono come quello in foto, ma soprattutto amo come mi fanno sentire mentre li compongo, amo come mi tengono nel qui ed ora, nell’assaporare il momento e, nel contempo, mi permettono di entrare in una sorta di dimensione parallela.

Sì lo so bene che per molte persone non è affatto così e anzi, sono innervosite anche già solo dall’idea di fare un puzzle. Se sei tra queste leggi le prossime righe pensando al tuo Hobby preferito.

Per me “fare un puzzle” è sinonimo di “Tempo di attenzione e meditazione”.

Qual è invece il “passatempo” che ha lo stesso effetto per te?

E come fa un “passatempo” a diventare strumento e luogo di Meditazione?

 

Cos’è il Meditare

Meditazione, ecco una parola che usiamo spesso in modo errato. Associamo la parola meditare all’assenza di pensiero, al creare il vuoto nella mente.

In realtà meditare è piuttosto il contrario di questo.

Meditare viene dal latino meditari che significa “pensare, riflettere, studiare” e che è la  forma intensiva di medēri che significa “curare, applicare”

Secondo quanto ci dice la Treccani meditare è quindi:

fermare a lungo e con intensa concentrazione spirituale la mente sopra un oggetto del pensiero, considerare profondamente un problema, un argomento, soprattutto di natura religiosa, morale, filosofica, scientifica, allo scopo di intenderne l’essenza, indagarne la natura, o trarne sviluppi, conseguenze, ecc.

Quindi meditare significa:

  • fermare la mente su qualcosa
  • per lungo tempo
  • con intensa concentrazione spirituale
  • per arrivare ad intendere l’essenza di quel qualcosa

Quando mi metto a fare un puzzle succede sempre tutto questo.

 

Entra nel “qui ed ora”

Entrare nel qui ed ora è il primo passo da fare affinché una meditazione riesca a darci soddisfazione e portarci benessere.

All’inizio, quando il puzzle è da avviare o quando lo riprendo dopo qualche giorno di assenza, mi serve un po’ di tempo per entrare in sintonia, in connessione con la figura e con le tessere.

In genere l’immagine campione è ben più piccola di come risulterà nella figura finale e spesso anche i colori non hanno la stessa resa sui due supporti. Assimilare i colori, valutare le grandezze, stimare le proporzioni, entrare nella figura, sono tutte operazioni che richiedono attenzione e concentrazione e che tengono quindi pienamente nel qui ed ora.

E già questo è molto positivo perché ogni volta che riusciamo a vivere nel qui ed ora, ogni volta che siamo pienamente presenti a noi stesse, tutto di noi funziona meglio.

Quando ci troviamo ad affrontare una questione riguardo alla quale ci serve fare chiarezza o per la quale ci serve trovare soluzioni il primo passo è sempre trovare un qualcosa che ci permette di fermarci per un certo tempo nel qui ed ora.

 

Entra in connessione con te stessa

Superata la fase iniziale in cui prendo confidenza con il puzzle inizia a succedere un’altra cosa molto importante: entro in connessione con Me Stessa e mi accorgo che succede perché i miei sensi e le mie percezioni si acuiscono.

Una volta assemblato il primo piccolo gruppo di tessere i miei occhi, che normalmente faticano a riconoscere anche i volti delle persone, iniziano a distinguere ogni minima sfumatura di colore, ogni minimo dettaglio.

Il respiro si fa calmo e profondo e regolare come non è quasi mai. Il senso dell’udito diventa maggiormente selettivo escludendo i suoni inutili e lasciando entrare solo la musica che metto in sottofondo.

Ma il bello arriva dopo un po’ che unisco e sistemo pezzi. Mentre lo sguardo passa dalla figura sulla scatola, alle tessere sul tavolo, alle tessere nella scatola che la mano rimesta con gesti misurati, l’attenzione si fissa all’improvviso su una specifica tessera. Non è l’attenzione della mente, è piuttosto quell’attenzione che viene da ciò che chiamiamo “sesto senso”: so che quella tessera va in un preciso punto… e così è.

Completamente nel qui ed ora e completamente connessa con me stessa. Questo è il momento in cui entro nella terza fase: la vera e propria meditazione.

 

Su cosa mediti oggi?

In genere quando mi metto davanti ad un puzzle non lo faccio per meditare. Inizio perché è un gioco che mi piace fare, che trovo piacevole e rilassante, che posso fare ascoltando musica o anche una bella trasmissione radio o un podcast.

Inizio perché mi piace riempire così quel momento di “Ri-Creazione” ma quasi sempre, dopo un po’ che rimescolo le tessere nella scatola e che sposto gli occhi da loro a quelle già composte sul tavolo, succede come uno sdoppiamento della mente, un po’ come quando guidi o cammini e ti trovi al punto di arrivo senza aver idea di come hai percorso la strada.

La mente razionale continua a comporre il puzzle, mentre il resto di me trova un pensiero, una questione, un problema su cui inizia a Meditare.

Alle volte è qualcosa che già occupava la mente durante la giornata, altre volte invece succede che sia proprio qualcosa che noto nel fare il puzzle che, un salto quantico dopo l’altro, con uno di quei processi mentali che tutte sperimentiamo senza saper spiegare come funzionano, mi porta a fermarmi su una specifica tematica.

Come che sia, in quel rimestare tessere e passare gli occhi sui pezzi colorati si crea una sorta di autoipnosi in cui il mio io più profondo ed espanso riesce a parlarmi avendo tutta la mia attenzione, entra con me a considerare la Questione da Meditare e mi mostra risvolti e prospettive che normalmente non vedo.

 

Come è possibile che accada di meditare con un passatempo?

Tutto questo succede perché facendo un’attività che ci rilassa e insieme coinvolge diamo alla mente razionale, quella con la quale spesso stiamo nel borbottio o nel creare liste di “devo”, qualcosa con cui tenersi pienamente occupata, mentre “l’altra mente”, la mente intuitiva, quella che sede della magia e che ci guida in “percorsi diversi” è libera di agire indisturbata e riesce a farsi sentire.

Ed ecco allora che quello che fino a ieri consideravamo solo un passatempo da relegare nei ritagli di tempo, in quei pochi momenti del mese in cui abbiamo una mezzoretta per noi, diventa un prezioso alleato che riesce a portarci in uno SpazioTempo diverso dove siamo profondamente a contatto con noi stesse.

 

Per te qual è questo passatempo?  E hai voglia di raccontarci dove ti trasporta?

 

 

 

 

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