Quando la banda passò …una Visione portò! - Vivo Come Voglio
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Quando la banda passò …una Visione portò!

la visione

in Foto – “Stria Dolomia” – tempera su legno – by Marta Sasso

 

Il caso non esiste. L’ho sempre pensato ma in certi momenti succedono cose che fanno dire “ne ho le prove”!

Tutto, la scorsa estate, lasciava pensare che sarei rimasta in città, che le vacanze non le avrei proprio fatte e di certo non in Val di Fassa.

A fine maggio, dopo ben sei mesi di cartello “vendesi” fuori dal portone, ancora nessuno aveva dato cenno di essere interessato ad acquistare l’appartamento. A giugno, dopo un cambio agenzia, le visite erano decisamente aumentate, ma ormai mancava un niente a luglio e ancora non c’erano proposte di sorta.

Inoltre ero senza macchina ed avendo un cane ed un budget limitato ci sarebbe voluto un miracolo per trovare una stanza “cani ammessi” e per di più a poco prezzo, in qualche bel posto raggiungibile in treno senza fare ore e ore di viaggio.

Ma i miracoli capitano, ed anche più spesso di quanto tendiamo a credere.

Così succede che quando ormai non l’aspettavo più, arriva un’offerta per la casa, l’offerta è del tipo da accettare, la persona interessata chiede di fissare il compromesso una settimana prima del previsto, nelle valli di Fassa e Fiemme s’inaugura un servizio navetta dalla stazione di Bolzano ai singoli paesi, c’è un treno comodo proprio dalla stazione dietro casa e un albergo “cani Sì” della valle ha una camera libera giusto per i giorni in cui potrei e vorrei star via.

E siccome quando l’Universo ci si mette fa le cose davvero in grande, succede anche che sono l’unica che arriva quel giorno, così a Bolzano, anziché il pulmino navetta, trovo ad aspettarmi una Passat con tettuccio panoramico che mi porta in super confort sino all’albergo. Mica male per quella che si presentava come una solitaria estate in città!

Arrivo in Fassa in un weekend di temporali sparsi, di quelli insomma che conviene stare in paese o poco lontano. Così ne approfitto per riposare, fare giretti brevi e chiacchierare ovunque posso.

È bello chiacchierare con persone che si conoscono poco o affatto, si scoprono e imparano un sacco di cose, su sé stessi prima ancora che sugli altri.

Ed è bello anche passeggiare con tutta calma su sentieri e stradine poco impegnative, c’è tutto il tempo di assaporare l’intorno e lasciar scorrere i pensieri. Inspiri bellezza ed espiri tossine, un toccasana.

E arriva il lunedì sera e c’è la banda.

La banda lì in valle è una costante nel periodo estivo. Ogni settimana, nel giorno fissato, ce n’è una che sfila per la via principale del paese e poi fa un concerto al tendone manifestazioni.

Non che si appassionata di bande, ma hanno qualcosa che mi attira, per cui quando son lì vado sempre almeno a vedere la sfilata e poi delle volte resto a sentire il concerto e delle volte al primo pezzo mi sono già annoiata e trono a casa.

Quel lunedì c’era la banda di Trodena, che mai prima aveva suonato in paese e che quella sera, in qualche modo, era lì a suonare per me.

…Se c’era un uomo che piangeva sorrise perché
sembrava proprio che la banda suonasse per lui,
in ogni cuore la speranza spuntò quando la banda passò, cantando cose d’amor

-la banda-

La banda è “nuova” per il paese e la settimana è di quelle in cui inizi a trovare turisti ovunque, così il tendone è strapieno, ci sono solo posti in piedi. Io sono piuttosto stanca e la serata è fredda ed umida di quelle che invogliano a rientrare in albergo e infilarsi sotto le coperte, ma qualcosa mi tiene lì.

 

E inizia la musica. È un Valzer in stile viennese che sfuma in una Polka che sfuma in non so più cosa, ma poco importa perché dopo le primissime battute io non sono più lì.

Il mio corpo Sì, è lì appoggiato ad un palo e forse si muove anche un po’ a tempo di musica. Ma tutto il resto è altrove, in una grande stanza dove un gruppo di donne sta ballando, ma non è un vero e proprio ballare come lo intendiamo di solito, è qualcosa di più e di diverso. Vedo i movimenti, vedo i sorrisi, la scena è a colori, posso sentire i profumi e i suoni delle voci e le emozioni.

Capita che una musica porti altrove, ma in genere il “viaggio” finisce con la fine del brano. Qui invece succede qualcosa di un po’ diverso. Quello che ho visto è talmente inatteso e talmente vivido e tanto mi parla che rientrando in stanza me lo appunto sul quaderno.

Il giorno dopo c’è sole abbastanza da partire per una camminata lunga e beh, buona idea è stata scegliere una strada poco impegnativa e che conosco bene perché al primo tratto boscoso la Visione della sera prima torna fuori viva più che mai e inizio a lavorarci su.

Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro elaboro le immagini, aggiungo dialoghi, sistemo movimenti, inserisco personaggi e quando mi ritrovo di nuovo, sa Dio come, in albergo inizio a scrivere tutto o quasi quello che mi sono filmata durante la camminata.

Ed ecco che la visione è già passata ad un stadio successivo, è diventata un sogno, quello di un possibile laboratorio esperienziale.

 

È passato un anno esatto da quel giorno. Un anno in cui sono successe un sacco di cose ed in cui la mia vita è quasi completamente cambiata. Ma quella visione ha continuato a stare con me e passo dopo passo è diventata un sogno, poi un obiettivo, poi un progetto e alla fine, qualche giorno fa, Realtà.

È passato un anno esatto dal giorno della visione e oggi sono di nuovo qui, tra queste montagne che amo, a festeggiare e celebrare la visione che è stata e la realtà che è.

E stasera c’è la banda 😀

 

…Have faith in your dreams and someday
Your rainbow will come smiling through
No matter how your heart is grieving
If you keep on believing
The dream that you wish will come true.

Cenerentola –

 

 

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