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Ritorno in città

Ed eccoci di nuovo qua, tornate dalla vacanzina in montagna. Tristezza infinita!

AUUUUUUU!!!!

Siamo tornate già da una settimana in vero ma solo oggi ho la forza (mentale) di rimettermi davanti al PC in pianta abbastanza stabile da riuscire a scrivere anche qui.

Quindici giorni in un paesino di montagna di quelli dove il turista è ancora merce rara e quindi si sta divinamente anche la settimana di ferragosto. Quindici giorni a 1400 mt circa, circondate da montagne, alberi e prati, spesso in giro a camminare, quasi sempre fuori all’aria limpida ed al tiepido sole.

Che bei giorni,  sempre fuori, spesso libera di andarmene per i fatti miei, senza corde al collo, nel prato (che profumo quell’erba, e quante erbe nuove e gustose radici. Giorni beati, spaparanzata accanto al tavolone dove chissà cosa fanno i miei bipedi seduti per ore, osservando gli strani movimenti di rondini e galline e mucche e… ma quello buffo coso che zampetta in giro cos’è? qui quando arriva urlano “Gallina!” aspetta che l’acchiappo e me lo guardo da vicino!!!

Quindici giorni di pace, riposo, silenzio, chiacchiere, risate, lettura, partite a carte, canederli, camminate, weissbeer, sole, stelle, fiori, foto, profumi, contemplazione, vita vera…

E tutte quelle notti buie e silenziose durante le quali mentre tutti dormono io giro per casa inquieta sentendo l’odore della volpe che si avvicina ai masi in cerca avanzi di cibo. E poi quante passeggiate tra larici e ontani a seguire le tracce di caprioli, cervi, scoiattoli e chissà quanti altri animali di cui sento l’odore ma non ho mai visto la forma…

E ora qui! In una Milano già autunnale dove piove da giorni e il cielo ha perso l’azzurro, a lavorare seduta sul balconcino col computer sulle ginocchia anche se non è mica tanto comodo! pur di non perdere questo breve momento del giorno in cui si può stare all’aria senza bagnarsi…

E adesso qui, chiusa in casa, col naso incollato al vetro della porta finestra, a scrutare quel poco di verde del cortile nella speranza di individuare almeno un piccione da osservare per un po’, giusto per  non morire di noia tra un sonnellino e l’altro, tra un giro pipì e l’altro…

…e pensare che è successo tutto tra un pisolino e l’altro! Ero lì che facevo sentire alle mucche di chi era quel prato, poi sono salita sulla cuccia mobile …e quando sono scesa non c’era più il prato e suoi profumi ma solo tante lunghe strisce grigie e puzzolenti!

Chissà, magari se chiudo gli occhi e mi concentro forte, quando li riapro mi trovo di nuovo in montagna!

Ho fatto un gran bel sonnellino …usciamo adesso che magari ci sono di nuovo l’erba e le galline?

Ti è servito? Donalo ad altre Donne!

1 Comment

  1. ste ha detto:

    Bello! :o)
    Sembra proprio quello che è successo anche a noi rientrando dai colli, ma non avrei mai pensato di scriverne dal punto di vista di Lucky! (il mio meticcio scatenato!)

    Ste

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