Fluisco e Scrivo - Vivo Come Voglio
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Fluisco e Scrivo

Scrivo. Sono nel Flusso e Scrivo. Le immagini, i dialoghi, i suoni, le emozioni, i respiri si trasformano in frasi che iniziano a scorrere veloci lungo le sinapsi della mia mente. Non so da dove vengano, né perché vengano da me, so solo che sono chiamata a raccoglierle e che se le lascio scappare non torneranno. E corro, corro a cercare un computer, un blocco, una penna, una matita, un tovagliolo di carta, qualsiasi cosa ma presto, ma adesso, prima che la voce narrante nella mia testa svanisca.

Scrivo. E in quel momento l’unica cosa che vedo di tutto ciò che ho attorno sono le dita che si muovono sulla tastiera e le parole che prendono forma sullo schermo, e l’unica cosa che sento di tutti i rumori che mi circondano è il ticchettio delle dita che premono i tasti.

Scrivo. Spazio e tempo perdono di significato e quando arrivo alla fine non so più che ora, che giorno o che anno sia, non so se stia piovendo o ci sia il sole, se la strada sia deserta o trafficata, non so neppure bene chi sono, dove sono, né dove sono stata per quel tempo che a me è sembrato un attimo mentre per il resto del mondo che mi gira attorno è durato forse ore.

Scrivo. E in quell’attimo infinito in cui scrivo tutto ciò che avverto è una gioia così densa da potersi toccare, una gioia diversa da ogni altra che mi riempie completamente, ed un flusso che scorre da fuori a dentro e poi di nuovo verso fuori, attraverso le dita, sul foglio che da bianco diventa nero e tutto attorno nella stanza, una luce opalescente che avvolge una figura china sulla tastiera sorridendo allo schermo mentre trasforma in frasi quei blocchi di pensiero che le arrivano da chissà dove, da chissà quando, quella figura che sono io ma non sono io.

Scrivo. E mentre scrivo scompare lo schermo scompaiono le parole e al loro posto ci sono solo immagini e non so come sia possibile che io stia riuscendo a scrivere mentre davanti ai miei occhi scorre un film, e poi mi accorgo che siamo in due, siamo in tre, io che scrivo le parole, io che vedo le immagini, io che sono le immagini che sto vedendo, che compongono scene dove recito tutte le parti, dove sono attrice e regista insieme, dando vita ad una sceneggiatura creata da ancora un’altra me, una me  che incontro quando entro nel tempo per non-fare e che per il resto del tempo non so dove sia

Scrivo. O dovrei forse dire scriviamo. E mentre le dita scorrono sulla tastiera seguendo un flusso di immagini che si trasformano in parole per poi diventare di nuovo immagini, intravvedo tutte quelle me che conosco appena o non conosco affatto formare un Io che è Tutto Ciò che Sono e che Voglio Essere

Scrivo. 

 

 

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