“Questa è una barca!” – Vedere ed Accogliere i Segni - Vivo Come Voglio
Quando l’energia è contagiosa
6 Febbraio 2019
scrivere e voglia di piangere
La voglia di piangere e la scrittura
25 Febbraio 2019

“Questa è una barca!” – Vedere ed Accogliere i Segni

tre barche

“Cavoli Nadia, questa è una barca, accettalo e salici sopra prima che vada via!”

Era sera, la sera di una giornata intensa ma bella. Riaccendo il telefono che avevo spento per non venir interrotta mentre mi lasciavo danzare e ci trovo il messaggio di una donna che mi chiede se possiamo incontrarci per una consulenza su “cose di computer”.

La richiesta in sé non ha nulla di strano, per anni il mio lavoro è stato quello di aiutare le donne a sbrogliare il loro rapporto con computer, tablet, internet, annessi e connessi.

La cosa strana è che da quando ho avviato i percorsi di Danza dell’Anima di PC mi sono occupata sempre di meno e non ho più né scritto articoli a tema né fatto pubblicità a questa attività …da dove arriva dunque questa donna.

La cosa strana è che la mattina di quello stesso giorno, per non so nemmeno più quale motivo, sono incappata nel mio vecchio canale YouTube e ho visto che c’erano una serie di commenti e domande tutti piuttosto recenti su un video-tutorial che creato anni fa e di cui mi ero anche dimenticata

Come spesso succede e come sempre mi succede dopo un tempo di Lasciarmi Danzare, cosa strana chiama alla mente cosa strana e in pochi istanti realizzo che nell’ultimo mese una serie di persone mi hanno chiesto aiuto per cose di computer o comunque si sono informate su questa mia attività e che tutto questo non è certo un caso bensì una fila di Segni messi lì a dare Risposta alla mia Domanda e a mostrarmi la Strada.

 

Ti ho mandato 3 barche

Conosci la storiella dell’uomo sul tetto durante l’alluvione e delle tre barche di Dio?

È una storia talmente antica che nessuno sa chi l’abbia raccontata per prima. Ce ne sono diverse versioni ma la sostanza è in tutte la stessa e la storia recita così:

Forti e persistenti piogge avevano ingrossato il fiume fino a rompere gli argini e ora l’acqua aveva invaso le vie del paese e continuava a salire di livello. Un uomo molto devoto che era rimasto bloccato nella sua casa salì sul tetto e cominciò a pregare Dio perché lo salvasse.

Passò una barca con alcune persone che si offrirono di caricarlo e portarlo in salvo, ma l’uomo rifiutò dicendo “andate pure, a me ci penserà Dio” e tornò a concentrarsi nella sua preghiera.

Passò una seconda barca ma anche questa volta l’uomo declinò l’invito a salire a bordo “ho chiesto aiuto a Dio perché venga a salvarmi e arriverà presto” e riprese a chiedere a Dio di venire a salvarlo.

L’acqua intanto continuava a salire ed era arrivata già al livello del tetto quando una terza barca si fermò per raccoglierlo. Ma l’uomo rifiutò di salire a bordo perché aspettava che venisse la mano di Dio a trarlo in salvo.

E aspettò e mentre aspettava riprese a piovere e l’acqua si fece più impetuosa e arrivò sin sopra il tetto e portò via con sé l’uomo che, rimasto senza appigli e non sapendo nuotare, annegò.

Salito in cielo, la prima cosa che fece, fu andare a lamentarsi con il suo Dio: “mi avevi detto che mi avresti salvato e invece mi hai lasciato morire?” e Dio rispose: “In vero ti ho mandato tre barche, perché non sei salito su nessuna delle tre?”

 

Ecco, quella sera, d’improvviso mi è salita alla mente questa storiella e mi sono resa conto che stavo rischiando di fare la fine di quell’uomo sul tetto.

Tempo prima aveva iniziato a frullarmi in testa un’idea e da ormai un paio di mesi o forse anche di più quell’idea aveva prodotto una domanda chiara e forte: “come posso ottenere ciò che voglio?”. E l’Universo, che risponde sempre alle domande, ha iniziato a mandarmi dei Segni per mostrarmi la via da seguire. Io però ero talmente compresa nel mio Chiedere da mettermi al di fuori dell’ascoltare e dell’accorgermi.

I primi Segni non li ho proprio visti. Poi ho iniziato a vederli ma senza considerarli tali, senza accorgermi che erano la risposta al mio come.

E così è successo che l’Universo (Dio, La Fonte, la Madre, il Creatore …come ti pare!) che è più capoccione di me ha giocato la carta sciame di meteore mettendomi davanti agli occhi un’infilata di Segni in un lasso di tempo brevissimo e bom! ce l’ho fatta, li ho visti, ho accolto che erano Segni e accettato di guardare cosa esattamente mi stavano mostrando ed ecco lì bella colorata e lampeggiante la Risposta al mio Chiedere.

 

Risposte e Aspettative

L’uomo della storia chiede aiuto e mentre lo chiede si crea una sua immagine di come questo aiuto debba arrivargli.

In alcune versioni si legge che l’uomo si aspetta di veder apparire un angelo sul tetto che lo porti in volo, in altre che s’immagina le mani di Dio scendere dal cielo per raccoglierlo e metterlo in salvo, in altre versioni ancora l’uomo aspetta la voce di Dio che gli indica la via da seguire…  e tutto preso da come si aspetta debba avvenire il suo salvataggio non riesce a vedere che le barche sono l’angelo, le mani e la voce di Dio.

Andando a ritroso con la memoria mi sono resa conto che il come era arrivato già subito quando ho formulato la mia domanda la prima volta con convinzione. Solo che non era il come che volevo, anzi, nella mia testa la via che mi veniva mostrata dai Segni era quella che cercavo di convincermi essere per me sbagliata e così stavo rischiando di perdere l’ultima barca (perché dopo un po’ anche l’Universo si stufa di mandarti Segni che ignori bellamente!) e restare su quel tetto fino ad annaspare disperatamente nelle acque impetuose.

E siccome questa faccenda delle aspettative che ci portano a ignorare i segni o a riaggeggiarli a nostro comodo è ben importante le ho dedicato un capitolo a sé che troverai qui settimana prossima.

 

Ti è servito? Donalo ad altre Donne!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.