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La strada Nuova – tra fascino e paura

Alpe Veglia - Monte Leone

C’è qualcosa di molto particolare nel percorrere una strada nuova. Un mix di eccitazione e paura, di titubanza ed euforia. Un susseguirsi di sensazioni che altalenano tra “che meraviglia” e “oddio e adesso?!!!”

Qualche tempo fa sono uscita per un giro in bici senza meta. È una domenica d’estate ed è quell’ora in cui i gruppi di pedalatori folli son già tutti a casa o al bicigrill e le famigliole sono ancora a tavola o a sonnecchiare sul divano. Così, appena fuori dal paese, la ciclabile è quasi completamente libera.

Il primo tratto di strada lo conosco ormai bene e pedalo spedita godendomi la libertà di pedalare al mio ritmo. Conosco le curve e le pendenze, so dove conviene cambiare, dove fare attenzione, dove rallentare per vedere se ci sono gli aironi sul fiume. Poi inizia quello che per me è il tratto nuovo, quello tutto da scoprire.

Quando percorro una strada nuova mi sento sempre po’ di adrenalina addosso perché è come se fossi due persone nello stesso corpo.

C’è una Nadia curiosa e avventurosa che è felice, quasi euforica, all’idea di esplorare nuove vie e scoprire posti nuovi e vedere cose mia viste e provare sensazioni ed emozioni inattese. Ma c’è anche una Nadia cauta e protettiva che quando si va in posti nuovi è sempre un po’ titubante e sul chi vive: è una strada nuova, di cui non so nulla, da scoprire tratto dopo tratto. Cosa ci sarà dietro quella curva? Come sarà passare in quel tunnel? Sarà lungo o corto, buio o illuminato? E poi l’uscita sarà in salita o in discesa o c’è subito una curva?

Sì, percorrere una strada nuova è decisamente un’esperienza particolare. Per la maggior parte del tempo non sai dove sei, non sai cosa ti aspetta e non hai punti di riferimento. Sai cosa c’è dietro di te ma nulla di quello che c’è davanti a te.

Lungo alcuni tratti di strada altri ti raggiungono e sorpassano, in altri tratti incroci persone che vanno in senso opposto al tuo.

Ma poi percorri lunghi tratti in cui ci sei solo tu, nessuno davanti nessuno dietro nessuno in senso opposto. E in quei momenti di pedalata in solitaria, capita che la parte guardinga di te prenda il sopravvento.

D’improvviso la strada e il suo intorno ti sembrano cupi e misteriosi, come se incombesse un temporale. Ti dici che è tutto ok e che è una strada sicura, e tuttavia c’è quel po’ di ansia che avvolge lo sterno e ti cade addosso la sensazione di essere completamente sola.

Vorresti guardare alle tue spalle ma non lo fai perché hai la sensazione che se ti voltassi all’improvviso sorprenderesti il Babau che ti segue e ti aspetti quasi che da un momento all’altro, da dietro una curva, spuntino i Nazgul…

Poi arriva gente e ti rilassi, sorridi a te e di te. E mentre ti dai dell’idiota per il momento di ansia inutile, continui a pedalare ben sapendo che la prossima volta che passerai di lì, magari con un sacco di altre bici attorno, ti scoprirai a desiderare di esserci solo tu in certi tratti, per goderteli in pienezza e muovertici come vuoi.

E ora che sei arrivata fin qui ti chiedo:

  • cosa hai pensato mentre leggevi questo raccontino?
  • che immagini ti sono arrivate alla mente?
  • che emozioni al cuore o nello stomaco?
  • quand’è l’ultima volta che hai percorso una strada nuova?
  • che tipo di strada era e che emozioni e sensazioni hai provato?

Ti ho raccontato la mia ultima pedalata lungo la ciclabile che si estende tra Verona a Bolzano. Una strada sicura, pulita, conosciuta, frequentata, quasi sempre ben segnata, costellata di borghi, paesi e cittadine. Ma non tutte le strade sono così.

Ho percorso strade in cui i la segnaletica non c’era o era talmente vecchia e rovinata da essere diventata inutile. Ho percorso strade dove non incontri nessuno per chilometri e strade dove c’è talmente tanta gente da averne fin fastidio. Ho percorso strade che non conoscevo ma sapevo esattamente dove mi avrebbero portato e strade che non sapevo dove sarebbero sbucate, che non sapevo neppure se sarebbero sbucate da qualche parte o se fossero invece vie senza uscita.

Ogni strada è diversa e se anche percorressimo in 100 la stessa strada per ciascuna sarebbe una strada diversa perché ognuna vive la sua strada a modo suo. Ogni nuova strada è una nuova scoperta che puoi fare solo percorrendola e se vuoi arrivare alla tua meta camminerai con il sole come con le nuvole, con il vento come con la pioggia. Ne amerai dei tratti, ne odierai degli altri. In certi punti ti sentirai al settimo cielo e in altri sola e sperduta. Passerai per punti panoramici da mozzare il fiato e per tratti che alla Selva Oscura di Dante le fanno un baffo!

È una strada nuova, la tua strada nuova e nessuno può dirti come sarà per te percorrerla e chi e cosa esattamente incontrerai lungo il cammino. A te decidere se andare avanti o tornare indietro.

Ma se è la tua strada non avrai pace fino a che non l’avrai percorsa tutta e quando sarai arrivata alla fine e ti volterai a guardarla ti scoprirai senza parole dalla gioia e dalla meraviglia per averla davvero percorsa tutta.

 

 

…e poi ci sono strade antiche lungo le quali trovi ciò che ti serve per percorrere le tue nuove strade. Le chiamo laboratori di Danze dell’Anima e qui puoi leggere cosa sono e quando si svolgono.

 

 

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