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Tra luce e ombra

luce e ombra

“Non può esserci arcobaleno senza una nuvola e una tempesta.” John H. Vincent

 

Siamo talmente convinte di dover vivere nella luce che non ci accorgiamo di come nulla esisterebbe senza l’oscurità. Siamo talmente fissate con il cercare la nostra luce da non accorgerci di quante cose meravigliose ci sono nella nostra ombra.

Questo vale dentro di noi come in ogni fuori. Ma partiamo col guardarlo nel “fuori da noi”, che è più facile e guardiamolo facendo un esercizio molto semplice e pratico.

 

Giocare con luce ed ombra

Prendi una bella giornata di sole e vai in un posto molto luminoso con la tua macchina fotografica (va bene anche quella del telefono) e il tuo cane o un’amica che si lasci fotografare volentieri.

Ora individua il punto dove la luce del sole è più forte e posizionati in modo da avere il tuo soggetto tra te e il sole (o il suo riflesso più forte). Punta l’obiettivo verso il tuo soggetto facendo in modo che l’esposizione venga presa nel punto di maggior luce e scatta (senza puntare l’obiettivo al sole che ti fai male agli occhi e anche alla macchina!). E ancora punta l’obiettivo in modo che l’esposizione venga misurata sul soggetto e scatta.

Come è venuta la prima foto? Cosa si vede del tuo soggetto? Risaltano forme e colori o è solo una specie di macchia scura? E la seconda foto com’è?

Adesso fotografa lo stesso soggetto ma questa volta mettendoti tra lei/lui e il sole.

Com’è venuta questa foto? Di certo il tuo soggetto questa volta non è una macchia nera ma come sono i colori carichi o sbiaditi? E le forme risaltano o sembra tutto appiattito?

Per finire, sposta il tuo soggetto in un punto all’ombra e di nuovo mettiti tra il soggetto e la luce e scatta. NB. se il tuo soggetto non è spostabile perché non hai il cane e l’amica oggi non poteva e stai fotografando un albero …trova un albero simile ma che sia all’ombra.

E questa foto come è venuta? Non è forse la migliore? Non è forse quella in cui si vedono meglio tutte le particolarità del tuo soggetto e in cui i colori rendono meglio?

L’importanza dell’ombra.

La composizione che ho usato come “immagine” per questo articolo già mostra abbastanza bene quello che intendo, ma ora hai anche le tue foto come prova e, se hai voglia, dai un’occhiata anche a questo video di Ivana Porta (fotografa professionista) che spiega molto meglio di me questo uso dell’ombra al posto della luce in fotografia.

La particolarità di questo video è che mi è comparso in Facebook proprio mentre iniziavo a comporre questo articolo nella mia testa e beh! o il bimbo di Zucky è talmente evoluto che mi legge pure nel pensiero oppure questo articolo era proprio da scrivere usando l’esempio della fotografia. E siccome credo nella sincronicità e non nel complottismo propendo per la seconda.

Troppa oscurità fa sparire forme e colori, ci obbliga a procedere a tentoni e a tendere i sensi oltre misura per non inciampare o andare a sbattere. E a noi che vediamo l’oscurità fa paura. Ci priva della possibilità di usare l’organo sensoriale su cui facciamo maggior affidamento e questo ci mette ansia quando non addirittura angoscia.

E tuttavia troppa luce appiattisce tutto, sbiadisce i colori, ci stanca gli occhi, a molte fa venire mal di testa, rende faticoso leggere e scrivere sia su carta che su schermo. Se abbiamo una luce forte negli occhi non riconosciamo chi o cosa ci viene incontro, né riusciamo davvero a capire dove stiamo andando tanto da aver bisogno di crearci un po’ d’ombra con una mano per poter procedere.

La luce è importante ma l’ombra è altrettanto importante. È la presenza di entrambe in giusta proporzione che ci permette di vedere e distinguere ciò che ci circonda, di percepire le forme, la profondità, il calore dei colori, i dettagli.

E per creare l’arcobaleno servono insieme sole, pioggia e uno sfondo di nuvole scure!

 

Come fuori così dentro.

Luce ed ombra sono entrambe parti essenziali di noi.

La luce è importante perché senza non vedremmo. L’ombra è importante perché senza non vedremmo.

Abbiamo bisogno di entrambe, entrambe hanno un ruolo importante nella nostra vita e se cerchiamo di eliminare da noi una delle due eliminiamo noi stesse.

La vita è ciò che succede nelle migliaia di sfumature di colori e di grigi che stanno tra il buio totale e la luce accecante. La vita è ciò che accade nel sempiterno movimento tra luce e ombra e nella tensione che questo moto perpetuo crea. Se togliamo l’una o l’altra scompare tutto.

Rabbia, paura, tristezza, disgusto, invidia, nostalgia… emozioni che associamo al lato oscuro, sono tutte parte di noi, sono preziose e ci servono. Negare che esistano e soffocarle o nasconderle dietro sorrisi affettati e pretese di benessere, tutto ci fa tranne che bene.

Prendiamo ad esempio la rabbia. La rabbia è una delle emozioni che consideriamo negative, di quelle che cerchiamo di evitare e addirittura di negare. Lo facciamo perché associamo rabbia ad aggressività e essere aggressivi è una brutta cosa (così ci hanno insegnato!)

Solo che ogni volta che pretendiamo di non star provando rabbia e che la soffochiamo in realtà non facciamo scomparire la rabbia ma piuttosto creiamo in noi uno stato di squilibrio che un po’ alla volta diventa malattia.

Mentre se accettiamo che la nostra rabbia è parte di noi e la accogliamo e impariamo a conoscerla, la possiamo usare in modo costruttivo, ad esempio per:

  • rafforzare certe nostre decisioni,
  • aiutarci a capire cosa per noi è davvero importante ed accorgerci che non abbiamo ancora imparato a comunicarlo agli altri,
  • trasformarla in energia aggiuntiva per il corpo e arrivare in fondo ad una gara o anche vincerla
  • trasformarla nella spinta che ci serviva per raggiungere un obiettivo

Stessa cosa accade con la tristezza. Essere tristi ci fa star male e siccome star male non ci piace cerchiamo in tutti i modi di far sparire la tristezza infilandoci in situazioni che consideriamo divertenti e sforzandoci di provare gioia in esse. Ma non funziona così. La tristezza è importante nella nostra vita tanto quanto la gioia come ci racconta così bene, ad esempio, il film di animazione InsideOut.

 

Perché neghiamo il nostro lato oscuro

E allora perché questa smania di essere solo luce e questo cercare a tutti i costi di eliminare da noi l’ombra? Da dove ci viene quest’idea che l’ombra in noi vada eliminata?

Credo che il motivo primo sia che in questa idea ci siamo state cresciute.

Da un lato c’è stata l’educazione che abbiamo ricevuto tutta basata su principi moralistici del tipo brava/cattiva, ricompensa/punizione, tutto bianco/tutto nero dove bianco è il paradiso e nero è l’inferno e la via di mezzo, il purgatorio, è comunque un brutto posto.

Dall’altro eravamo ancora bimbe o poco più quando attorno a noi esplodeva la moda del Pensiero Positivo e dell’esaltazione della lotta del bene (la luce) contro il male (l’oscurità). La televisione era già in quasi tutte le case riempiendo la nostra infanzia di Zorro, Furia, Rintin Tin… seguiti a breve distanza dai vari Superman, Batman, I Fantastici 4… fino a Goldrake, Jeeg, Daitarn… il tutto mentre al cinema imperversa la saga di Star Wars.

Tutte proiezioni in cui i buoni (la luce) sono eroici e belli e amati, mentre i cattivi (l’oscurità) sono brutti, malvagi e odiati. Tutte proiezioni piene di estremi e quasi prive di vie di mezzo. Tutte proiezioni in cui i buoni vincono e sono osannati ed esaltati mentre i cattivi fanno sempre una ben brutta fine.

Crescere con l’idea che l’oscurità fosse il nemico da sconfiggere e la luce la meta da raggiungere è stato un attimo.

 

E quindi che si fa?

Si impara a disimparare e re-imparare di nuovo.

Disimparare che possa esistere luce e senza ombra e re-imparare quello che sappiamo da sempre e che tutte le filosofie e religioni, nella loro essenza, ci dicono chiaramente:

  • non esiste bianco senza nero, luce senza ombra, positivo senza negativo
  • positivo e negativo non sono affatto sinonimi di bene e male ma semplicemente due elementi opposti
  • bene e male sono solo giudizi che diamo alle cose e sono altamente soggettivi
  • luce ed ombra sono solo i punti estremi di un ciclo perpetuo in cui la massima ombra si trasforma in luce e la massima luce in ombra
  • la vita è questo ciclo e non le sue estremità
  • se le emozioni che consideriamo oscure non ci servissero semplicemente non le avremmo
  • nella nostra oscurità ci sono un sacco di cose importanti e preziose che se ben usate sono per noi aiuto e non ostacolo, proprio come certi veleni che nella giusta quantità sono medicina

E una volta che entriamo in questa nuova-antica modalità di pensiero, scoprire a cosa ci serve il nostro lato oscuro e come possiamo farne buon uso è solo questione di:

  1. autorizzarci a guardare dentro di noi
  2. e fare un giro in Google, cum grano salis, per scoprire chi o cosa ci può aiutare in questo percorso verso la nostra totalità ?

 

Condividere è un modo di dire Grazie!

2 Comments

  1. Monica Moro ha detto:

    Ma che bellissimo esempio!
    grazie….

  2. Bruna ha detto:

    Molto bello . Grazie Nadia , un abbraccio ?

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